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  1. Come annunciato qualche giorno fa sul sito ufficiale Feral Interactive (software house responsabile dei porting) le versioni OSX e GNU/Linux dell'ultimo gioco sul Cavaliere Oscuro subiranno un ritardo fino a primavera 2016, evento ampiamente prevedibile, visti i problemi che affliggono la versione Windows di Batman: Arkham Knight.   Non resta che pazientare godendoci il trailer, e sperare che Rocksteady Studios sistemi efficacemente il gioco in vista dei porting.   Visualizza tutto articolo
  2. C'erano già segnali evidenti dell'imminente conversione del gioco per SteamOS, nella pagina dello Steam Controller infatti, anche prima che venisse annunciato il porting, è specificato che, acquistandolo, si avranno in omaggio i giochi Portal 2 e Rocket League, giochi che, ovviamente, dovranno necessariamente funzionare su SteamOS per il rilascio delle Steam Machine di Valve. Non conoscete il gioco? Ecco a voi il trailer!   Ora, invece, è arrivato l'annuncio ufficiale degli sviluppatori tramite la nota piattaforma dell'uccellino color viagra: Per chi fosse poco pratico con l'inglese, dicono semplicemente di aver superato il milione di copie vendute, e che Rocket League arriverà su SteamOS e OSX entro fine anno.  Fonte. Rocket League @ Steam Supporto:Hai bisogno di aiuto? Entra nel nostro forum o nella nostra chat per il supporto tecnico! Puoi anche farlo dalla nostra App! Scaricala da Play Store! Vuoi tenerti aggiornato? Allora seguici sui nostri social Facebook e Twitter!  Ora abbiamo anche un gruppo facebook per i consigli sugli acquisti!  
  3. C'erano già segnali evidenti dell'imminente conversione del gioco per SteamOS, nella pagina dello Steam Controller infatti, anche prima che venisse annunciato il porting, è specificato che, acquistandolo, si avranno in omaggio i giochi Portal 2 e Rocket League, giochi che, ovviamente, dovranno necessariamente funzionare su SteamOS per il rilascio delle Steam Machine di Valve. Non conoscete il gioco? Ecco a voi il trailer!   Ora, invece, è arrivato l'annuncio ufficiale degli sviluppatori tramite la nota piattaforma dell'uccellino color viagra: Per chi fosse poco pratico con l'inglese, dicono semplicemente di aver superato il milione di copie vendute, e che Rocket League arriverà su SteamOS e OSX entro fine anno.  Fonte. Rocket League @ Steam Supporto:Hai bisogno di aiuto? Entra nel nostro forum o nella nostra chat per il supporto tecnico! Puoi anche farlo dalla nostra App! Scaricala da Play Store! Vuoi tenerti aggiornato? Allora seguici sui nostri social Facebook e Twitter!  Ora abbiamo anche un gruppo facebook per i consigli sugli acquisti!   Visualizza tutto articolo
  4. Work in Progress KDE: le nuove icone Breeze

    Uno di questi grandi aggiornamenti è il nuovo set di icone Breeze in sostituzione del vecchio Oxygen. Oxygen era un tema di icone standard che si adattava alle varie icone delle applicazioni di terze parti, ma il loro stile non rispecchiava più le premesse di KDE, ritenute troppo vecchie come concezione sono state sostituite da Breeze, un set di icone in stile Flat con molte somiglianze al Material Design di Android, le Breeze però consentono di avere più margine di personalizzazione delle Material Design potendosi però adattare perfettamente alle medesime. Le nuove icone Breeze sono disponibili da Plasma 5.1, ma fino ad ora mancavano di moltissime icone dei programmi interni a KDE come Amarok, Kontact, Calligra Suite ed altri, ma con il nuovo Plasma 5.4 sono state finalmente introdotte più di 1400 nuove icone rendendo il set oramai pronto per l'uso quotidiano. Alcune delle nuove icone presenti nella versione 5.4 di Breeze Breeze non è però un progetto terminato, come il suo predecessore Oxygen sarà in continuo aggiornamento ogni nuova versione dell'ambiente grafico, il che introdurrà sempre nuove icone e miglioramenti di queste ultime. Plasma 5 non è ancora pronto per sostituire il suo predecessore Plasma 4, ma si sta raggiungendo il traguardo e si spera, con la prossima versione in consegna a novembre, di poter finalmente utilizzare quotidianamente l'ultima evoluzione dell'ambiente grafico con la K.
  5. Uno di questi grandi aggiornamenti è il nuovo set di icone Breeze in sostituzione del vecchio Oxygen. Oxygen era un tema di icone standard che si adattava alle varie icone delle applicazioni di terze parti, ma il loro stile non rispecchiava più le premesse di KDE, ritenute troppo vecchie come concezione sono state sostituite da Breeze, un set di icone in stile Flat con molte somiglianze al Material Design di Android, le Breeze però consentono di avere più margine di personalizzazione delle Material Design potendosi però adattare perfettamente alle medesime. Le nuove icone Breeze sono disponibili da Plasma 5.1, ma fino ad ora mancavano di moltissime icone dei programmi interni a KDE come Amarok, Kontact, Calligra Suite ed altri, ma con il nuovo Plasma 5.4 sono state finalmente introdotte più di 1400 nuove icone rendendo il set oramai pronto per l'uso quotidiano. Alcune delle nuove icone presenti nella versione 5.4 di Breeze Breeze non è però un progetto terminato, come il suo predecessore Oxygen sarà in continuo aggiornamento ogni nuova versione dell'ambiente grafico, il che introdurrà sempre nuove icone e miglioramenti di queste ultime. Plasma 5 non è ancora pronto per sostituire il suo predecessore Plasma 4, ma si sta raggiungendo il traguardo e si spera, con la prossima versione in consegna a novembre, di poter finalmente utilizzare quotidianamente l'ultima evoluzione dell'ambiente grafico con la K. Visualizza tutto articolo
  6. Questo tutorial parlerà di come rendersi anonimi in rete in maniera trasparente, mandando tutto il traffico TCP/IP sotto la rete Tor. Per prima cosa dobbiamo avere installati i seguenti pacchetti:  tor; polipo; privoxy; proxychains; macchanger; bleachbit; virt-what . Per aggiungere tali pacchetti su distro come in questo caso Debian o Ubuntu basterà digitare nel terminale: sudo apt-get install tor polipo privoxy proxychains macchanger bleachbit virt-whatFatto questo possiamo procedere con la configurazione di tor come daemon, cosi da averlo pronto ad ogni avvio di sistema, per prima cosa apriamo il terminale e digitiamo: sudo <nome_editor> /etc/default/torAperto il file con il nostro editor come nano, gedit o quello che più ci fa comodo e andiamo alla riga dove c'è scritto: RUN_DAEMON="no"Al posto del valore "no" metteremo "yes", cosi da settare tor come demone ad ogni avvio del sistema. Ora procediamo sul configurare tor con lo script di anonimato integrato in Backbox, conosciutissima distro italiana di Penetration Testing, progettata da Raffaele Forte e Co. Apriamo il file torrc: sudo <nome_editor> /etc/tor/torrcIn fondo al file aggiungiamo queste quattro righe: VirtualAddrNetwork 10.192.0.0/10 AutomapHostsOnResolve 1 TransPort 9040 DNSPort 53Salviamo e riavviamo il servizio di tor: sudo service tor restartAggiunte le seguenti righe, salvato il torrc file e riavviato il servizio di tor, procediamo con il download dello script backbox-anonymous, all'indirizzo di github di Raffaele Forte: https://github.com/raffaele-forte/backbox-anonymous , oppure se avete git installato nel sistema, digitate nel terminale quanto segue: git clone https://github.com/raffaele-forte/backbox-anonymous.git cd backbox-anonymous/etc/defaultEditiamo il file "backbox-anonymous": Nell'ultima parte del codice, riferente al vostro hostname, dove dice: REAL_HOSTNAME="backbox"Dovete mettere il vostro hostname (ovvero il nome che gli avete assegnato al vostro pc), al posto di "backbox" tra gli apici doppi, fatto questo possiamo salvare il file e spostarlo in /etc/default/ con il comando mv, digitando quanto segue nel terminale: mv backbox-anonymous /etc/default/Fatto questo torniamo nella cartella principale: cd ../..E andiamo in: cd usr/sbinApriamo ed editiamo il file "anonymous": sudo <nome_editor> anonymouse modifichiamo lo stesso rigo riferente al nostro hostname, esattamente come abbiamo fatto con il file "backbox-anonymous". Salviamo il file e spostiamolo in /usr/sbin/ con il comando mv: sudo mv anonymous /usr/sbin/Finita questa procedura, avremo incorporato nel nostro sistema questo spettacolare script, che permette di passare l'intero traffico di rete TCP/IP sotto la rete Tor, per garantire un totale anonimato sull'intero sistema. Per avviarlo, stopparlo e vederne il suo stato, basterà digitare: sudo anonymous start | stop | statusOvviamente un comando per volta. Ora passiamo alla configurazione del servizio privoxy, un potentissimo proxy con moltissimi filtri configurabili, oltretutto è possibile configurarlo per lavorare con la rete Tor, ed è quello che faremo. Iniziamo a digitare nel terminale quanto segue: sudo <nome_editor> /etc/privoxy/configCome potete vedere il file è costituito da capitoli numerati, con all'interno sezioni che servono per svariate configurazioni del proxy. La prima parte da editare è al capitolo: "4. ACCESS CONTROL AND SECURITY", ed editiamo la parte riguardante il "listen-address" (paragrafo 4.1.), dove c'è il rigo non commentato da #, ovvero il seguente rigo: listen-address localhost:8118metteremo al posto di "localhost" l'indirizzo di loopback, ovvero 127.0.0.1, quindi diventerà cosi: listen-address 127.0.0.1:8118Ora passiamo al paragrafo "4.5. enable-edit-actions", dello stesso capitolo, scorriamo fino a trovare il rigo non commentato, e impostiamo il valore da 0 a 1: enable-edit-actions 1Infine dobbiamo recarci al capitolo riguardante il forwarding (capitolo 5.), per far lavorare il proxy con la rete Tor, dirigiamoci al paragrafo "5.2. forward-socks4, forward-socks4a, forward-socks5 and forward-socks5t" e togliete il simbolo # dal rigo: forward-socks5 / 127.0.0.1:9050 .Ed infine salviamo il file di configurazione di privoxy e riavviamo il servizio: sudo service privoxy restartInfine non ci resterà che configurare il browser (io consiglio a tutti firefox) per poterlo abilitare a navigare sotto rete Tor, per prima cosa scarichiamo e aggiungiamo l'estensione "Foxyproxy Standard" al browser, dopo ci servirà qualcosa che blocchi i JS (JavaScript) e l'estensione "Noscript" fa al caso nostro, poi aggiungiamo un'estensione per forzare il traffico a passare sotto SSL (https), quindi aggiungiamo l'estensione "HTTPSEverywhere" ed infine aggiungiamo un'ultima, ovvero "User Agent Overrider", che servirà per cambiare identità al nostro web browser, ad esempio stiamo usando Mozilla Firefox, con il plugin impostato su "Windows / Chrome 34 (impostandolo dal menu a tendina), il sito penserà chè staremo navigando con un sistema Microsoft Windows con Chrome Ver. 34,  anzichè vedere Mozzilla Firefox e il sistema da noi utilizzato al momento della navigazione. Ora non ci resta che riavviare il browser e infine configurare l'estensione "Foxyproxy Standard", quindi fate click sull'icona del plugin, si aprirà una finestra, fate click in alto a sinistra su "File", comparirà un menu a tendina, clickate su "Configura Tor" , vi chiederà se configurarlo con privoxy o senza, lo dobbiamo configurare sia con privoxy che senza, quindi dovremo fare due volte la stessa procedura, alla selezione della porta lasciate cosi com'è e fate click su "OK", ora vi chiederà i modelli di URL, facciamo click sulla casella di spunta che dice: "Non utilizzare questo proxy per gli indirizzi IP locali", salvate le due configurazioni dei proxy (sia con privoxy che senza), fatto questo potremo ora gestire entrambi i proxy (con privoxy e senza privoxy). Se invece siete sotto anonimato con lo script "anonymous" di Backbox, l'intero sistema sarà in totale anonimato sotto la rete Tor in modo trasparente, quindi se apriremo firefox e ci collegheremo all'indirizzo: https://check.torproject.org/ , ci dirà che saremo sotto la rete Tor in maniera trasparente, dato che il colore della cipolla è di color grigio chiaro e non verde come quando viene eseguita con il classico Tor Browser. Ora che abbiamo configurato il nostro sistema per navigare in totale anonimato, non ci resta che immergerci nel profondo mondo del Deepweb!!!  
  7. Cinnamon 2.8 - due piccole novità su Linux Mint

    La prima novità sono i box di notifica del pannello, che ora appaiono più moderni. Prima: Dopo: La seconda novità di Cinnamon 2.8 (presente probabilmente in Linux Mint 17.3 ) è già più corposa, e porta il livello di carica di batteria di ogni nostro accessorio nel pannello, indicandone anche ogni singolo dettaglio. Screen di esempio: Dettaglio della batteria in Cinnamon 2.8 WiP su Linux Mint Fonti: 1 - 2 .  
  8. La prima novità sono i box di notifica del pannello, che ora appaiono più moderni. Prima: Dopo: La seconda novità di Cinnamon 2.8 (presente probabilmente in Linux Mint 17.3 ) è già più corposa, e porta il livello di carica di batteria di ogni nostro accessorio nel pannello, indicandone anche ogni singolo dettaglio. Screen di esempio: Dettaglio della batteria in Cinnamon 2.8 WiP su Linux Mint Fonti: 1 - 2 .   Visualizza tutto articolo
  9. [ARTICOLO]Linux from Scratch

    Linux from scratch Un saluto a tutti i lettori del forum, oggi voglio parlarvi di Linux from Scratch, un manuale che spiega in dettaglio come creare la propria distribuzione GNU/Linux personalizzata. Attraverso LFS potremo creare una nuova distribuzione che si adatta perfettamente alle nostre esigenze e che è “cucita” appositamente per il nostro hardware. Tutto ciò di cui avremo bisogno è il manuale ed una distro da cui partire. È un lavoro consigliato solamente ad utenti esperti di GNU/Linux in quanto andremo a compilare ogni singolo pacchetto che andrà a comporre il nostro sistema, in questo modo saranno presenti solo i pacchetti di cui avremo effettivamente bisogno, ne più ne meno. Un sistema LFS è utile a chi necessita di una distro completamente personalizzata in ogni dettaglio e anche a chi vuole imparare davvero come funziona un sistema GNU/Linux e da cosa è composto. Il manuale è stato completamente tradotto in Italiano, ed è disponibile gratuitamente come PDF al seguente indirizzo: http://lfs-italia.spaghettilinux.org/ sotto la sezione download. Sempre in questo sito è possibile scaricare tutti i pacchetti di cui avremo bisogno senza andare a cercarli di volta in volta. Per la documentazione in inglese e il resto, è presente il sito web ufficiale del progetto: http://www.linuxfromscratch.org/ . Ricordo infine che il manuale viene costantemente aggiornato ed è quindi disponibile in più versioni. Visualizza tutto articolo
  10. Linux from Scratch

    Linux from scratch Un saluto a tutti i lettori del forum, oggi voglio parlarvi di Linux from Scratch, un manuale che spiega in dettaglio come creare la propria distribuzione GNU/Linux personalizzata. Attraverso LFS potremo creare una nuova distribuzione che si adatta perfettamente alle nostre esigenze e che è “cucita” appositamente per il nostro hardware. Tutto ciò di cui avremo bisogno è il manuale ed una distro da cui partire. È un lavoro consigliato solamente ad utenti esperti di GNU/Linux in quanto andremo a compilare ogni singolo pacchetto che andrà a comporre il nostro sistema, in questo modo saranno presenti solo i pacchetti di cui avremo effettivamente bisogno, ne più ne meno. Un sistema LFS è utile a chi necessita di una distro completamente personalizzata in ogni dettaglio e anche a chi vuole imparare davvero come funziona un sistema GNU/Linux e da cosa è composto. Il manuale è stato completamente tradotto in Italiano, ed è disponibile gratuitamente come PDF al seguente indirizzo: http://lfs-italia.spaghettilinux.org/ sotto la sezione download. Sempre in questo sito è possibile scaricare tutti i pacchetti di cui avremo bisogno senza andare a cercarli di volta in volta. Per la documentazione in inglese e il resto, è presente il sito web ufficiale del progetto: http://www.linuxfromscratch.org/ . Ricordo infine che il manuale viene costantemente aggiornato ed è quindi disponibile in più versioni.
  11. Tails 1.4.1

    Tails 1.4.1 “Privacy for anyone, anywhere.” Cosa è Tails? Tails è un sistema operativo basato su Debian, completamente gratuito, che cerca di garantire l'anonimato di chi lo utilizza. Essendo una distribuzione live, parte direttamente da chiavetta USB, in questo modo non verrà scritto nessun file sul computer. A chi può essere utile? Tails può essere utile a molte persone: per esempio è molto utile a chi vive in paesi che applicano restrizioni alla libertà di comunicare sul web (come la Cina), a chi vuole sentirsi libero di scrivere ciò che vuole senza doversi preoccupare che qualcun altro possa rintracciarlo, o ancora a chi è molto scrupoloso sulla propria privacy, e non desidera lasciare traccia di quello che ha fatto su un computer. Caratteristiche Si appoggia al circuito TOR per la navigazione e la comunicazione via web, in modo da essere completamente anonimo, in quanto la connessione tra il proprio PC e un server è fatta prima passare da altri computer nella rete scelti in modo casuale. Ogni connessione in uscita è quindi fatta passare attraverso TOR, per garantire l'anonimato. Di default sono installati dei programmi che sono utili a chi fa uso di questa distro, vediamo per esempio il web browser TOR basato su Firefox, il quale permette di navigare sui siti Onion anonimi, oltre che nel normale web. Da segnalare la presenza del software di messaggistica cifrato con OTR, e del supporto alle mail criptate con GPG. Il sistema in sé è in sola lettura, quindi anche se dovessimo essere vittime di un malware, esso rimarrebbe impossibilitato nel scrivere qualsiasi cosa su disco. Al momento della recensione Tails usava il kernel Linux 3.16.0-4 Prova Al primo avvio potremmo scegliere se avviare in modalità live normale o persistente, pochi secondi dopo aver deciso, la nostra distro di Tails sarà già pronta a farci usare il PC, infatti ci verrà chiesto se vogliamo modificare le impostazioni oppure vogliamo procedere subito. Se dovessimo scegliere di modificare le impostazioni, potremmo scegliere il layout della nostra tastiera, se inserire o meno una password di Root, se vogliamo anonimizzare l'indirizzo MAC della nostra scheda di rete, ed infine se vogliamo attivare una speciale modalità in cui avremo un interfaccia simile a quella di Windows 8. L'impostazione per camufare l'interfaccia grafica si chiama “Windows 8 camoflage”, ed è utile se per esempio stiamo usando il pc in un internet point o comunque in un luogo pubblico, così da destare meno sospetti. Dopo qualche istante dall'avvio del sistema, apparirà un pop-up che ci notificherà del fatto che il sistema è riuscito ad allacciarsi alla rete TOR, e quindi noi siamo pronti per navigare o usare applicazioni che si connettono ad internet, in modo anonimo. Sarà in ogni caso presente nella parte alta dello schermo l'icona a forma di cipolla di TOR, sulla quale potremo cliccare per ottenere informazioni sullo stato della rete e sul nostro IP. Tails non ha avuto problemi con il mio hardware ed ha riconosciuto fin da subito tutte le periferiche collegate (mouse e tastiera USB, una chiavetta e delle cuffie). La velocità del sistema in generale era buona, molto fluido anche se ho avviato da DVD, installando Tails su una chiavetta USB oppure su un Hard drive si avranno prestazioni ottime. Per quanto riguarda il comparto Software, ho trovato interessante la presenza di un Wallet per Bitcoin preinstallato e pronto all'uso, se per caso non abbiamo avviato il sistema in modalità live persistente, il software ci avviserà che dopo un riavvio perderemo tutti i dati (e di conseguenza perderemo gli eventuali Bitcoin accumulati in quel portafoglio). È scontata la presenza del web browser TOR, un po meno quella della suite per l'ufficio LiberOffice, che è la stessa installata di default su Ubuntu. Presente anche un client email, Claws Mail, che supporta la crittazione delle email. Ho trovato piacevole la navigazione in Internet con il browser web TOR, molto fluida anche in Clearnet passando per il circuito. Sono riuscito tranquillamente ad ascoltare una canzone ed a guardare un video su Youtube senza lag o caricamenti di sorta. Non ho visto alcun banner pubblicitario durante la navigazione, per quanto riguarda la navigazione nella Darknet nulla da segnalare. Da notare che nella parte alta dello schermo, a destra, è presente anche una comoda tastiera virtuale. Considerazioni Dopo aver provato Tails posso affermare che è una distribuzione abbastanza fluida, intuitiva, che contiene tutto il software necessario a garantire l'anonimato dell'utilizzatore per le operazioni più comuni sia in locale che sopratutto attraverso il web. È molto stabile perchè deriva direttamente da Debian, e tutti i programmi all'interno sono preconfigurati per lavorare in modo anonimo attraverso TOR, il che si traduce in un notevole risparmio di tempo. Risorse Per scaricare ed installare Tails, è sufficente visitare il sito ufficiale https://tails.boum.org/  
  12. >>>>>>> quarta parte - sezione A Oggetto: definizioni e tabella QUALCHE PRECISAZIONE Prima di addentrarci nello specifico, per la solita mania terminologica mi sento in dovere di fare qualche "distinguo", non troppo rigoroso nè esaustivo, ma tanto da dare un giusto orientamento in quest'ambito dove spesso e volentieri si usano termini e nomi come fossero sempre equivalenti; vedremo che non sempre è così e magari a volte questo porta anche a incomprensioni fastidiose. - Interfacce utente - Cos'è un interfaccia è piuttosto intuitivo: un sistema di interpretazione e traduzione delle informazioni che si frappone tra due soggetti (in questo caso un utente ed una macchina) consentendogli di comunicare; "utente" perche è prevalentemente rivolta alle esigenze dell'utente. Esistono essenzialmente tre tipi di interfacce informatiche: CLI - a riga di comando; la classica shell GUI - grafiche; il classico desktop come lo conosciamo oggi NUI - naturali; tecnologie futuristiche che però stanno diventando commerciali, quali realta virtuale, caschi immersivi, display flessibili o proiettabili, comandi a movimento, ecc... Ovviamente qui noi ci occupiamo di GUI - DE e WM - "Ambiente desktop" è un termine che suona generico e ben comprensivo della realta delle GUI, anche un po' aulico, così succede che viene spesso usato in vece del più corretto "interfaccia grafica". Ma perchè starsela a menare con queste differenze? Perchè DE, acronimo di 'Desktop Environment' ovvero appunto 'Ambiente Desktop' (più nostranamente "ambiente di lavoro a scrivania") in realtà ha una sua collocazione precisa, ovvero: definisce una GUI completa orientata al Desktop E una suite di programmi nativi (oltre spesso al framework delle librerie usate). Mentre in realtà a fornire un'interfaccia grafica possiamo trovare anche un più semplice WM, 'Window Manager' (Gestore di finestre), che di base è appunto "solo" il gestore delle finestre. Si occupa del loro disegno, della loro collocazione sul destkop e della loro gestione. In questo senso, i tipi principali di WM sono due - di cui illustro in modo spiccio le differenze più pratiche:stacking, per cui l'intera scrivania viene gestita come la si vede, in un unico "blocco"; questo tipo di WM è molto più leggero, semplice e snello, cosa che ne permette anche uno sviluppo in veste autonoma; di contro non prevede grandi effetti grafici e soprattutto pesa molto di più sulla CPU rispetto alla GPU compositing, in cui ogni finestra ha un proprio buffer e viene gestita separatamente, con dei "layer" che ne definiscono la "profondità"; i WM di questo tipo, detti anche "composer", consentono un uso molto più bilanciato di CPU e GPU, ed anzi sfruttano soprattutto quest'ultima, dando così effetti grafici anche molto complessi pur lasciando la CPU libera di pensare ad altro software; ovviamente in cambio richiedono risorse e spazi non di poco conto Ricapitolando: i DE sono sia l'interfaccia grafica che una serie di programmi, usano dei WM per gestire le finestre e fornire gli "effetti speciali" su di esse; i WM sono solo un'interfaccia grafica. SEMPRE PIÙ SOGGETTIVO Quando si parla di interfaccia, quindi in pratica di "ergonomia" ed "estetica", l'argomento diventa quanto mai soggettivo. Ecco perchè, per sottolineare la cosa, nella "scheda" dei singoli Desktop ho inserito le voci 'Cosa mi piace' e 'Cosa non mi piace'; d'altronde, per cercare di fornire una base più salda di confronto, la voce 'Caratteristiche' cerca di riassumere oggettivamente i punti di forza - o almeno che vorrebbero essere tali. Ho poi utilizzato un ordine "psicologico": non per anno o alfabetico, ma per il ruolo che hanno ricoperto e ricoprono all'interno della Comunità. Forse più confusionario, ma imho più immediato: I grandi storici: Gnome-Shell; KDE I "secondi" storici: LXDE; Xfce I nuovi: Cinnamon; MATE; Unity e Pantheon Non solo WM: *box: Blackbox, Fluxbox e Openbox; tile: awesome e Ratpoison; Enlightenment QUANTO MI COSTI? Il consumo risorse e l'efficienza del loro utilizzo è una questione spesso centrale nella scelta del DE - soprattutto quando questa arriva a posteriori dell'installazione di una distro. Può succedere infatti che si desideri utilizzare una distribuzione particolare per vari motivi, ma che non si possa (o voglia) usare il DE (o i DE) "montati" di default. Certamente questo può avvenire per una questione di gusti, ma più spesso succede perchè molte distribuzioni hanno DE "figosi" - d'altronde si parla di estetica, quindi indubbiamente l'occhio vuole la sua parte e la prima impressione conta moltissimo - ma pesanti su hardware poco "dotato"... o troppo "datato" - Elaborazione dei dati - Messomi alla ricerca di qualche dato concreto, alla fine mi sono ritrovato con tre tabelle/grafici per me attendibili ed accurati, ma d'altronde di diversa impostazione e incompleti (nel senso che nessuno dei tre trattava tutti i DE/WM qui inclusi). La "provenienza" dei dati (consumo RAM) è la cosa piu complessa, perchè: [*]può essere direttamente da un'installazione base, al momento dell'avvio, senza programmi aperti e senza personalizzazioni di sorta (gadget, widget, ecc...); ha il vantaggio di essere "prova sul campo", basandosi dunque su dati pratici, ma lo svantaggio di esser dipendente (a volte anche di molto) dalla macchina e soprattutto dalla distribuzione - ricordate quando si parlava delle distro che adattano i DE? - ma anche perchè ogni distribuzione ha diversi servizi in avvio e diversi consumi gia di base, ecc... [*]può essere in una prova asettica, per esempio in una VM e installando via via i diversi DE nella stessa; fornisce risultati molto più confrontabili, ma molto poco pratici (i consumi dal reale possono essere anche molto diversi) e non ancora slegati dalla distro del banco prova [*]può essere una prova dal "vero" come nel primo caso (anche se eseguito sempre da un "banco prova", ma non virtuale), ma valutando esclusivamente il consumo del singolo processo (o quelli che lo compongono); meno asettica della precedente, fornisce risultati altrettanto confrontabili, ma che possono essere però altrettanto poco pratici, in quanto nella realtà "normale" il DE/WM, per essere usato davvero, necessità di tutto un "contorno" che ha il suo peso (nel caso dei DE con composer anche più pesante del "nucleo" stesso) Le tabelle che ho trovato si basavano su tipologie del tipo 2 e 3, mentre la prima metodologia è più semplice da ritrovare (ad esempio, basta andare su un forum e chiedere "quanta RAM vi consuma MATE all'avvio?"...) ma decisamente la meno affidabile. Però è anche la più concreta... e che cavolo, sinceramente di avere numeri perfettissimi che non corrisponderanno mai al consumo reale che mi ritroverò sul PC non è che mi freghi molto, anche se sono più confrontabili. - Ricavare la tabella - Quindi, tagliando corto, che ho fatto? Basandomi sui dati reali e sul confronto tra le tre tabelle ove erano sovrapponibili (in quei DE/WM che avevano in comune) ho dapprima trovato un "coefficiente" moltiplicatore che normalizzasse i valori tra di loro e al contempo fornisse un dato assumibile nella pratica; poi ho anche misurato l'efficienza in termini di "percentuale di peso" tra i vari Desktop, rendendo ben gestibile questa confrontabilità. Personalmente, a meno che non abbiate esigenze davvero stringate in fatto di RAM, è appunto la percentuale di peso il dato più utile, in quanto, come detto, il numero assoluto può variare anche di molto, in base alla distribuzione e alle personalizzazioni apportate. La percentuale, invece, funziona come una sorta di "moltiplicatore": infatti a percentuale più alta corrisponde un aumento più alto di risorse richieste per ogni personalizzazione. A mio avviso è davvero questo il dato più importante, perche è quello che potrebbe rendere "insostenibile" un DE dopo un certo periodo di utilizzo, quando magari inizialmente sembrava essere perfettamente eseguito. Ci tengo a precisare che la tabella presenta valori -calcolati- su base empirico-statistica, che non è da assumere nei singoli valori come rigorosa nè precisa; ma che, tuttavia, presenta una buona accuratezza in quanto a confrontabilità tra i singoli DE/WM e soprattutto come "classifica" in sè (per quello che vale). E quindi (finalmente direte voi), la tabella... *============================================* | Desktop Environment | Mem. calc. | Weigth | + ---------------------+------------+--------+ | Ratpoison | 10 MB | .26% | | Blackbox | 20 MB | .52% | | Openbox | 40 MB | 1.04% | | awesome | 60 MB | 1.55% | | Fluxbox | 100 MB | 2.59% | | Enlightenment 0.18.8 | 210 MB | 5.44% | | LXDE 0.5.5 | 220 MB | 5.70% | | XFCE 4.10.2 | 280 MB | 7.25% | | MATE 1.8.1 | 310 MB | 8.03% | | Cinnamon 2.2.13 | 440 MB | 11.40% | | GNOME3 3.12.2 | 620 MB | 16.06% | | KDE 4.13.1 | 760 MB | 19.69% | | Unity 7.2.0.14 | 790 MB | 20.47% | *============================================* Dato che sono stato prolisso (come sempre ) e che questa tabella potrebbe sollevare dubbi/perplessità - ma anche guerre sante, quando si parla di DE, ancora più di quando si parla di distro, sembra che tutto sia "questo è meglio di quello" - divido questo capitolo in due sezioni e qui termina la prima. Nella prossima i singoli Desktop... <<<<<<< fine quarta/A parte Questo messaggio è stato promosso ad articolo
  13. Ciao a tutti! Questa guida vuole essere una panoramica sommaria (non è nè potrebbe essere in alcun modo esaustiva nè perfettamente precisa) del "mondo Linux" molto in generale, dai capisaldi "storici" e infine del panorama delle distribuzioni e degli ambienti desktop. DISCLAIMER Vi racconto quello che so, che mi ricordo e, ove specificato, che ho provato di persona. Non ho buona memoria e per questo i punti salienti magari li verificherò sommariamente, ma se notate qualche strafalcione (su date o altre informazioni) ditelo e correggerò. Quello che scrivo NON è la Bibbia e se avete elementi per confutarlo, ben venga il confronto. Ma tenete sempre conto che è tutto descritto a grandi linee, che nel "mondo Linux" con "tutto si può fare tutto", quindi ovviamente per ogni generalizzazione che faccio ci può essere un controesempio isolato; non è nello scopo di questo scritto entrare nello specifico singolo caso, ma solo di dare una visione d'insieme. PERCHÈ SOMMARIA: perchè tutto è in continua evoluzione; la caratteristica del codice aperto fa sì che nascano moltitudini di varianti ogni giorno, le caratteristiche prima salienti diventino secondarie, o viceversa, per cui per non impazzire in una ricorsione infinita di "in questo caso" e "se" e "ma", è indispensabile tagliare con l'accetta diverse eventualità, limitandosi alle più evidenti, significative. Sappiate che, in realtà, tutto il testo dovrebbe essere infarcito di quei "se" e "ma"... PERCHÈ GENERALE: perchè la guida si rivolge -soprattutto- agli utenti più nuovi, per cui credo sia sensato prima conoscere il quadro generale, anche se ovviamente perdendo un po' di precisione; successivamente ognuno potra approfondire, in separata sede, le informazioni nella "zona Linux" che più lo interessa e lo ha incuriosito. MA PERCHÈ QUESTA GUIDA? Perchè chi non sa nulla (o poco) si possa orientare "in un sol colpo", dato che i migliori amici dell'internettaro - Google e Wikipedia - sono un pozzo d'informazioni ma, per questo, troppo profondi all'inizio e si rischia di affogare prima di aver capito come si beve E per due motivi in particolare: 1. quella su "quale distro installare" o "quale distro è meglio per..." è una delle domande poste più frequentemente, ma soprattutto... 2. nel marasma della velocità di comunicazione di chat e gruppi, sommato alla comprensibile fretta di sapere di chi domanda, si richia di dare informazioni contraddittorie che, per l'argomentazione trattata, finiscono per distorcere (a volte anche di molto) la percezione dell'utente "novello"; col rischio di allontanarlo dal mondo Linux per un'incomprensione o (non so se sia meglio o peggio) invitarlo a percepire una cosa per un'altra - e prima o poi ci sbatterà la faccia :\ TERMINOLOGIA SPICCIA PER PIGNOLINI Mi spiace, ma almeno all'inizio di un discorso bisogna essere pignoli. E poi smentirsi subito Vediamo una terminologia un po' rigorosa, ma utile per capire di che stiamo parlando. Poi, nel resto della guida, cercherò di essere più discorsivo senza incasinare troppo (spero). - Linux - Linux è un KERNEL; ovvero, detto molto terra terra, il nocciolo di un sistema operativo. È stato condiviso nel 1991 in forma non completa da Linus Torvalds, perchè chiedeva alla "comunità" di aiutarlo a sviluppare tale kernel. Ovviamente da allora sono stati fatti passi da gigante, ma ad essere rigorosi Linux è il SOLO kernel. - GNU/Linux - Il cuore (e cervello) di un sistema operativo è la parte fondamentale, ma se senza un "organismo" intorno non serve a nulla. Questo organismo venne fornito dalla proto-comunità GNU, che subì una spinta in avanti inestimabile grazie a Linux, dato che il "loro" kernel, Hurd, sembrava non riuscire a svilupparsi (da quanto ne so, anche se provabile, è in fase alfa sperimentale ancora adesso). Quindi, l'INTERO Sistema Operativo è GNU/Linux. - Distribuzioni - Cos'è una 'distribuzione' (più spesso amichevolmente chiamata 'distro')? È prima di tutto, detto molto alla buona, una collezione di software scelti (ed eventualmente configurati) per rendere immediatamente fruibile e gestibile il sistema operativo. In seconda battuta - ma capirete che le priorità fanno presto a mescolarsi - è anche un modo di concepire il sistema GNU/Linux, una filosofia del software e della sua gestione, che viene messa in pratica generando un sistema operativo GNU/Linux completo in linea con tale filosofia. La traduzione più pratica e più tangibile di questo aspetto è la cosiddetta "pacchettizzazione"; ciò che più caratterizza una "famiglia" (poi vedremo meglio) è proprio il tipo di pacchetti che supporta, la loro gestione e la gestione di ciò che ne è correlato. Ovviamente, col passare del tempo, si sono fatte sentire anche differenze d'altro tipo, come il modo di gestire l'avvio ed i servizi (demoni), i tempi ed i modi di aggiornare il software, ecc... - Ambiente Desktop (DE) - I DE (Desktop Enviroment) sono la "faccia" del sistema operativo, quindi la parte grafica del sistema (finestre, icone, menù, ecc...). Oltre a questo, per creare un ambiente coerente, i primi pionieristici DE che nascevano sviluppavano suites di programmi propri. Questa cosa ha portato ad avere vere e proprie configurazioni software autonome per i principali DE, così volendo, per gli usi più comuni, è possibile "vivere" del solo software inerente al DE installato. Più avanti affronteremo questo aspetto, vedremo che questo e la natura stessa del DE - che è appunto interfaccia, la prima cosa che ti appare davanti agli occhi - ha portato un po' di confusione (e non solo per i "newbie") nel modo di giudicare la distribuzione in vece (o, a seconda dei casi, invece) del DE. Un piccolo anticipo è questo: tutte le distro possono montare ogni DE (a parte rare eccezioni), ma ci sono distribuzioni che "funzionano" particolarmente bene con certi DE (e viceversa), soprattutto perchè queste distro hanno eseguito vari settaggi al DE che portano di default, costruendoselo addosso; questo comporta che - pur non dimenticando quanto detto sopra - soprattutto come primo approccio sarebbe meglio giudicare un DE provandolo su una distro che lo usa di default. <<<<<<< fine prima parte Questo messaggio è stato promosso ad articolo
  14. >>>>>>> seconda parte Oggetto: le principali distribuzioni, le famiglie da esse generate e le principali derivate TUTTO PUO' FARE TUTTO All'inizio della prima parte, nel 'dislcaimer', inserisco questa frase. Cosa vuol dire? È una delle caratteristiche più importanti del software Open Source, che deriva dalla sua completa personalizzazione, la libertà non chiusa in licenze assurde e la base solida e funzionale del kernel Linux: l'estrema VERSATILITÀ. Ed è anche il motivo -principale- per cui questa guida -deve- essere superficiale, ma lo spiego solo ora perchè abbiamo visto le basi terminologiche che non ho voluto dare per scontate. Tradotto in soldoni (ripeto, affettando i concetti, le eccezioni ci sono sempre): volendo in OGNI distribuzione posso mettere TUTTI i DE, così come posso mettere QUALSIASI software su qualsiasi DE; si può fare musica ed editing video con una distro nata server, così come viceversa; si può "deformare" un DE tanto da assomigliare ad un altro (quanto ci si avvicini, ovviamente dipende dalla flessibilità e affinità dei DE in questione), oppure per renderlo effettivamente uguale ad una QUALSIASI configurazione già vista su un'altra distro con lo stesso DE. Quindi, se vi dico per esempio che KDE è meglio di MATE per interfacce "tamarre", voi sapete che NON può essere rigorosamente vero, perchè... l'ho detto sopra MA IN PRATICA Detto questo, nella pratica, pur se possibile, non è molto intelligente partire a testa in giù e fare la "ruota" quando basta semplicemente camminare. Quindi, finalmente il punto cruciale: questa guida si basa sulle cose più semplici, IMMEDIATE, sugli usi per cui una certa distro o un certo DE sono nati o si sono rivelati più congeniali. Questo NON ESCLUDE che si possano fare tante altre cose (c'è scritto sopra: tutto fa tutto), MA solo che sia -oggettivamente- più sensato e mirato un giudizio basato sulla semplicità. Ci sono situazioni in cui è necessario "moddare" pesantemente una distro o un DE, non lo escludo. Bene, sappiate che le possibilita sono infinite! Io qui mi occupo, diciamo così, delle "concezioni base"; da queste, per chi vuole, si apre un intero modo... ...Linux! LIVELLI DI UTENZA Per comodità e "colpo d'occhio", fornirò una classificazione molto grossolana per identificare la conoscenza minima necessaria per usare la distribuzione considerata fin dalla primissima installazione. Sia ben chiaro che è tutto molto discorsivo e generalizzante, ma soprattutto che basta un po' di tempo e di voglia e si impara a fare tutto. Quindi questa classificazione non deve scoraggiare, ma anzi invogliare: se vi ritenete utenti di "primo livello", ma vi rendete anche conto che avete quella voglia di imparare (UNICO vero vincolo), dovreste essere spronati ad andare vero il "livello" successivo. Naturalmente, in coerenza col discorso fatto nei paragrafi sopra, per "passare di livello" non è indispensabile cambiare distribuzione, basta semplicemente "fare di più" - il solito discorso che con "tutto si fa tutto". Livello 1: nome in codice "casalinga" - utenti che sanno come si accende e spegne un computer, la basi basi per navigare e guardare due foto, ma che vanno in crisi se non si trovano un bottone con su scritto "Start" in basso a sinistra Livello 2: utenti con conoscenze che vanno da media a buone; buon controllo dell'SO per l'uso quotidiano e infarinatura generale di programmazione, gestione HD, configurazione di rete, ecc... (io mi piazzo qui) Livello 3: utenti con conoscenze che vanno da buone a professionali; controllo fine dell'SO e conoscenze approfondite delle diverse configurazioni Le distribuzioni sono come le scarpe: solo provandole saprai quale ti starà comoda, e nessuno può farlo per te. DISTRO MADRI... (in ordine di anzianità) - Slackware - Livello utenza: 2 Anno nascita: 1992 Referente: Patrick Volkerding Sito ufficiale: http://www.slackware.com/index.html DE main base: KDE Pacchetti: .tgz Gestore SW: -- (slackpkg, slapt-get) Aggiornamento: when-ready Deriv.maggiore: Suse Proprietà: stabilità, essenzialità Ideale per: server, embedded ed applicazioni professionali Sconsigliata: desktop casalingo La Slacky è la distro più anziana ancora in uso, nascendo col nome SLS. Sviluppata da Volkerding, che ovviamente si è avvalso di vari aiuti nel corso del tempo, fà della semplicità - intesa in senso tecnico-organizzativo, non in senso d'uso - dell'essenzialità e della stabilita i suoi punti di forza. Una delle migliori (imho la migliore) per uso server, di contro rimane indietro sull'uso desktop comune. Ha un gestore dei pacchetti storico (slackpkg) ma non delle dipendenze, dagli "smanettoni" è visto come un punto di forza, ed è la base della filosofia di Volkerding che vuole lasciare tutto il più possibile nelle mani dell'utente; tuttavia ne sono nati alcuni per far fronte ad una o più competenze in quest'ambito, i più famosi sono pkgtool (storico) e slapt-get (piu moderno e nato per "emulare" il famoso Apt di Debian). Un'altra nota tecnica va posta sul boot manager di default, che non e grub come nella maggior parte delle distro ma Lilo (altro BM storico GNU/Linux). Slackware si basa dunque in ogni aspetto sulla filosofia KISS (keep it simple, stupid!), ovvero sulla maggiore semplicità possibile, ed è stata la apripista linuxiana a questa filosofia, che vedremo poi ripresa da diverse distro. La sua storia è intrecciata con la gogliardìa, derivando il suo stesso nome dallo Slack, principio fondante della 'Chiesa del Subgenio'; e riprende in alcune varianti del logo l'immagine di 'J.R."Bob" Dobbs' (in particolare la famosa pipa), fondatore (immaginario) di tale movimento... 'na roba tra lo spostato e il faceto XD Come avrete capito, non è consigliabile come prima installazione nè per chi vuole solo un desktop "punta e clikka"; è, assieme (o al posto di) Debian, un passo obbligato almeno di prova per chi volesse ampliare le sue conoscenze del mondo Linux. Inoltre la sua ampia versatilità, che si paga con parecchia devozione verso le configurazioni, consente di modellare questa distro per ogni hardware ed ogni esigenza. Un interessante "effetto collaterale" di questa cosa è la sua integrazione con KDE. Questo DE è il più rognoso di tutti per una distro che lo voglia adottare come DE di riferimento, perchè a fronte di un'infinita gamma di personalizzazioni, nella sua installazione base si presenta piuttosto scarno in una marea di "servizi", che appaiono dunque come "vuoti", e spaventevole per chi non è avvezzo alle configurazioni. Ma dato che sono praticamente le stesse caratteristiche d'impatto di Slackware, distro e KDE si integrano perfettamente: con un minimo di attenzione, i due "crescono" assieme durante la personalizzazione da parte dell'utente. Per questo motivo ritengo che la Slackware sia una delle migliori distro come integrazione del DE, sicuramente per quel che riguarda KDE. - Debian - Livello utenza: 2 Anno nascita: 1993 Referente: Comunità Debian Sito ufficiale: https://www.debian.org/ DE main base: Gnome Pacchetti: .deb Gestore SW: Apt Aggiornamento: when-ready (vers. stable) Deriv.maggiore: Ubuntu Proprietà: stabilità, pulizia, universalità Ideale per: server, sistemi professionali, desktop di sviluppo Sconsigliata: -- Ecco qua la "Mamma" per eccellenza. Definita così nel mondo Linux sia per la grande prolificità in termine di derivate, sia per il carattere di guida degli utenti verso l'universo della Comunità Open. È in effetti, tra le grandi distro storiche pioniere delle successive generazioni, anche la più facile da usare. Fu iniziata da Ian Murdock, utente non soddisfatto di SLS, che decise di creare una sua distribuzione. Da allora il Progetto Debian ha un Leader che viene eletto periodicamente; tutto il Progetto si struttura come una società democratica virtuale ed ha anche un contratto sociale con gli impegni ed i propositi che la Comunità si prende nei confronti degli utenti (ed aspiranti tali); ovviamente il punto principale è direzionare verso l'uso di software Free - ammettendo fasi di passaggio, quindi anche uso di SW proprietario, che e l'unico otivo per cui Debian non è pienamente riconosciuta dalla FSF di Stallman - ma anche il tentativo di creare un SO universale, quindi il più possibile semplice (ma vincolando questa semplicità al più importante controllo da aprte dell'utente, per questo che la considero ancora di "livello 2") e che supporti il maggior numero di architetture usate. Famosa anche la sua pacchetizzazione, molto comoda, efficiente e diffusa. Apt credo non abbia bisogno di presentazioni, uno dei gestori più semplici e al contempo potenti, permette installazioni e gestione delle dipendenze senza alcun affanno. Mentre quello che la rende non ideale per un primo impatto nel mondo Linux (ma tenete SEMPRE conto che dipende dalla voglia di chi ci si mette, cominciare con una "Madre" è la cosa MIGLIORE se si ha voglia di affrontare le prime difficoltà) è il fatto che è molto Unix-like (giustamente), per cui può risultare un po' criptica e rognosa, per esempio, nella gestione dei permessi, essendo molto più "quadrata" (e professionale) della più win-like Ubuntu (e simili). Di Debian ne esistono tre versioni principali: la 'stable', diciamo la principale, con software collaudato e dichiarato stabile, ad aggiornamento di versione in blocco e senza programmazione; la 'testing', half-rolling che fa da passaggio per i vari aggiornamenti tra la versione sperimentale e quella stabile; la 'Sid', versione sperimentale ad aggiornamento rolling, consigliata per gli sviluppatori. Nè infamia nè lode, a mio parere, per l'integrazione dell'ambiente desktop; viene fornito nella sua installazione standard, scelta corretta per la filosofia della distro ma imho lo era di più quando si parlava di Gnome 2, oggi come oggi non vedo il progetto Gnome adatto a fare da "copertina" per una distro come Debian. Questa questione è stata molto discussa all'uscita di GNOME Shell - anche se alla fine Gnome ci ha messo una pezza riprendendosi un po' dopo il tonfo della prima relase, sommata alla filosofia "stable" che tende a far rimanere nel conosciuto quando non si è certi del cambiamento - e si è andati vicini ad un cambiamento (il cui "aborto" ha però portato alla nascita di Debian-MATE); secondo me verrà discussa ancora e sempre secondo me il cambiamento avverrà. - Red Hat (RHEL) - Livello utenza: 2 Anno nascita: 1994 Referente: Red Hat, Inc. Sito ufficiale: http://www.redhat.co...nterprise-linux DE main base: Gnome Pacchetti: .rpm Gestore SW: Yum Aggiornamento: (half-rolling) Deriv.maggiore: Fedora Proprietà: stabilità, funzionalità mirata, assistenza Ideale per: server, sistemi professionali, applicazioni dedicate Sconsigliata: uso non professionale La Red Hat Enterprise Linux (RHEL), che per facilità chiamaremo semplicemente Red Hat (che in realtà è il nome della Compagnia), è la prima distribuzione nata da un'azienda e con finalità commerciali. La distribuzione è gratuita, il vero servizio a pagamento (da quanto ne so anche tanto pagamento) è l'assistenza, famosa in ambito professionale per la grande affidabilita e competenza. Inoltre vengono realizzate versioni ad-hoc per compiti specifici. Per questo motivo, oltre che ovviamente le basi già solide dello Unix-like-system tipico delle distro storiche, le versioni di RHEL risultano essere granitiche e molto affidabili. L'aggiornamento è dipendente da molti fattori, ma in primis dal contratto che si stipula con l'assistenza. Tuttavia, è plausibile che gli aggiornamenti periodici e controllati siano quelli legati al software di gestione richiesto, mentre la distribuzione in sè dipende dai rilasci principali, che avvengono "al pronto"; basandomi anche sulla mia esperienza (per quello che ho visto), in pratica si tratta di un half-rolling. La sua pacchettizzazione e il programma di gestione (rpm) era la più famosa e diffusa inizialmente; dato lo sviluppo aziendale, i pacchetti RPM erano i più vari e diffusi. Non a caso i primi programmi di conversione dei pacchetti furono proprio finalizzati al trasporto dei .rpm in .deb o .tgz (alien e rpm2tgz). Credo (ma non sono sicuro) che attualmente siano invece i pacchetti Debian i più diffusi, sicuramente sono i più disponibili in ambito web per applicazioni non professionali. Per uso casalingo o comunque personale, ma anche lavorativo se non si vuole far fronte al mantenimento dell'assistenza, non ha molto senso l'uso della RHEL di base che viene distribuita gratuitamente. Per mantenere la sua impostazione ma offrire al contempo un OS più "alla mano", ma anche aggiornabile e gestibile dal singolo utente, sono nate diverse derivate molto apprezzate per quelle situazioni "a metà strada" tra l'uso casalingo e quello professionale ad ampio raggio - ad esempio scuole e università, piccoli server auto-gestiti, ecc... - come Mandriva, Fedora, CentOS, ecc... - Gentoo - Livello utenza: 3 Anno nascita: 1999 (Enoch) Referente: Gentoo Foundation Sito ufficiale: http://www.gentoo.org/ DE main base: -- Pacchetti: (.grp) Gestore SW: (Portage) Aggiornamento: Rolling Deriv.maggiore: Sabayon Proprietà: KISS, adattabilità estrema Ideale per: desktop professionali, developement Sconsigliata: uso non professionale Enoch è stata inizialmente ispirata da Stampede, una derivata di Slackware. Qualche anno - e parecchie influenze BSD-style - dopo, vede la nascita Gentoo (e con essa la società no-profit che la gestisce). Pur non essendo quindi una madre "pura", la cito qui principalmente per due motivi: merito storico e popolarità della sua documentazione; è un punto di riferimento tecnico per le altre distribuzioni, anche se non strettamente inerenti alla sua impostazione. La sua caratteristica più marcata è il fatto che nella gestione software troviamo la filosofia KISS spinta all'estremo, per cui non ha una pacchettizzazione vera e propria, in quanto in Gentoo TUTTO deve essere compilato a partire dai sorgenti. I suoi "pacchetti" .grp sono appunto dei sorgenti (solo preconfigurati), mentre il suo gestore, Portage, è di fatto un insieme di script (detti Ebuild) per la compilazione dei sorgenti forniti. Va da sè che questo implica grossi vantaggi e grossi svantaggi. I principali vantaggi sono nella completa adattabilità alle più disparate configurazioni hardware e una profondissima (parliamo di compilazione, quindi basso livello) personalizzazione di ogni singolo programma, dai più basilari servizi fino all'intero ambiente desktop; di contro, i principali svantaggi sono l'inusabilità per un utente con poche conoscenze e la lentezza nelle installazioni e negli aggiornamenti, connessa col processo di compilazione che è ovviamente più lento della semplice installazione da binari precompilati. - Arch - Livello utenza: 3 Anno nascita: 2001 Referente: Arch Linux Core Developers Sito ufficiale: https://www.archlinux.org/ DE main base: -- Pacchetti: .pkg.tar.xz Gestore SW: Pacman Aggiornamento: Rolling Deriv.maggiore: Manjaro Proprietà: KISS, adattabilità, aggiornamenti ottimali Ideale per: server, desktop Sconsigliata: -- Anche Arch non è pura al 100% (ma d'altronde dopo una certa data è impossibile non trovare influenze), ma nasce ispirandosi a CRUX (una distro anch'essa fortemente KISS e anch'essa influenzata da Slackware), Slackware stessa e il sistema BSD; quindi alla nascita ha molto in comune con Gentoo. I punti di forza di Arch sono quelli in comune alle distribuzioni aderenti alla filosofia KISS (stabilità, eleganza, efficienza), ma ne ha un paio specifici: la modalità di aggiornamento nettamente rolling, molto apprezzata ultimamente; il sistema di gestione dei repository e del software. Le due cose messe assieme formano una squadra eccezionale per potenza, efficienza e ovviamente alta possibilità di personalizzare il tutto. Attraverso pacman, di cui gli utilizzatori non mancano mai di tessere le lodi, Arch può gestire sorgenti precompilati (in stile Slackware) o i propri pacchetti, che sono quelli accompagnati da script "vestiti" sulla distribuzione; pgkbuild, tool di costruzione pacchetti, permette di costruirli a partire dai '.tar.gz' standard, così da poter facilmente aggiungere eventuali software non presenti nei repository. Tutto questo, pur modernizzato ed ottimizzato, non risulta essere una rivoluzione rispetto ai sistemi della famiglia Slackware (cui Arch e Gentoo possiamo far risalire). Ciò che lo rende effettivamente interessante è il punto di origine e di arrivo del software, ovvero AUR. In pratica, non un insieme di repository, ma un unico gigantesco archivio, diviso in sezioni in base a regole precise, ma gestito in maniera univoca e riferimento unico per tutte le distribuzioni. Un meccanismo molto potente, reso funzionale anche grazie alla gestione ottimale. Per la modernità che porta, associata alla base tradizionale Unix-like con influenze BSD, penso che assieme (o al posto di) Slackware e Debian, Arch sia un punto di passaggio fisso per chi vuole approfondire la tecnica del mondo Linux; purtroppo, un passo ancora più difficile delle prime due, sia per l'installazione molto meno semplice, sia per la gestione interna, all'inizio parecchio disorientante. ...E LORO PROGENIE (in ordine di derivazione) - openSUSE - Derivata da: Slackware Livello utenza: 1 Anno nascita: 1994 (SuSE) Referente: Progetto openSUSE (Novell) Sito ufficiale: https://en.opensuse.org/Main_Page DE main base: KDE Pacchetti: .rpm Gestore SW: YaST Aggiornamento: when-ready Deriv.maggiore: -- Proprietà: usabilità, buon parco software Ideale per: desktop casalingo e professionale Sconsigliata: ambiti estremamente tecnici Suse nasce come semplice traduzione tedesca di Slackware. In fretta assume una sua personalità, anche perche creata da un'azienda, quindi comincia a ricalcare più le orme di Red Hat EL, compresa la pacchettizzazione - che ancora oggi mantiene. All'acquisizione di Novell avviene la scissione, inizialmente travagliata ma subito trasformatasi in pacifica, tra Suse Enterprise e la versione Open, quella che appunto verrà chiamata openSuse. Dunque al momento si può paragonare il rapporto a quello che c'è tra Red Hat e Fedora: in pratica, uno scambio di favori, ove l'azienda mette a disposizione software e tecnici, la società no-profit fa da "banco prova" per la cugina professionale. Pur non essendo tra le migliori come immediatezza di passaggio (se si proviene da Win), ètuttavia una delle più consigliabili per due motivi almeno: il gestore Yast, con interfaccia grafica semplice e funzionale, che rende facilissimo instalalre ed aggiornare; l'ambiente KDE, bello ed elegante, un ottimo passaggio da win guadagnando in estetica senza perdere l'orientamento. Non a caso ritengo questa distro come la migliore in fatto di integrazione/configurazione del KDE - ed e un grande merito perchè, come detto sopra, il KDE può dare soddisfazioni ma al contempo è una "brutta bestia". - Ubuntu - Derivata da: Debian Livello utenza: 1 Anno nascita: 2004 Referente: Canonical Sito ufficiale: http://www.ubuntu.com/ DE main base: Unity (KDE, Xfce, LXDE) Pacchetti: .deb Gestore SW: Apt-get Aggiornamento: Roadmapped Deriv.maggiore: Linux Mint Proprietà: semplicità, usabilità, vasto parco software, ampio supporto Ideale per: desktop casalingo e professionale Sconsigliata: etica, hardware non aggiornato Dovrei scrivere poco, perchè e la distribuzione più conosciuta in assoluto. Deriva la sua fortuna da una serie concomitante di fattori e una buona capacità di sfruttarli: inizio del declino del monopolio "psicologico" di M$, arrivo di altri sistemi (sui cellulari soprattutto, oggi smartphone) che hano obbligato l'utenza a considerare il fatto che usare altri sistemi non era poi così tremendo, anzi... questo unito all'usabilità e potenza di Apt-get, a sua volta potenziato nel 'Software center'... insomma, ha portato ad una crescita esponenziale di questa distro fino a diventare in pochi anni il "punto di riferimento mediatico" GNU/Linux. È una distro a rilasci rigidamente programmati (roadmap) ad aprile ed ottobre di ogni anno. I suoi numeri di versione non sono altro che l'anno ed il mese di rilascio, così 15.04 significa "aprile 2015". Altra caratteristica fissa è il mantenimento (ufficiale), anche questo predeterminato a priori: normalmente due anni; ogni due anni (pari) ad aprile quella a lungo termine, cinque anni. Così, la 12.04 era LTS (Long Term Sustain), la 14.04 lo è, la 16.04 lo sarà, ecc... Ora a grandi linea e molto sommariamente le principali obiezioni di etica che si possono muovere a Canonical e le sue distribuzioni, se non siete interessati ma vi preoccupa solo la pratica saltate pure questa parte... Esattamente come Microsoft, Canonical ha usato il suo dominio mediatico per mantenere una fama che non ha più corrisposto a realtà nel momento in cui (cosa normalissima in generale ma soprattutto nel mondo Open) altre distro hanno imparato, ripreso e migliorato le varie idee; e nel contempo, ha usato la sua influenza mediatica - senza precedenti nel mondo Linux, è l'unica azienda che è riuscita a creare un popolo di fan-boys più sfegatati di quelli della Apple, cosa fino ad allora ritenuta impossibile - per introdurre implementazioni e comportamenti sempre meno in linea con la filosofia del mondo Linux. Fino ad arrivare a sviluppare un DE quasi "proprietario", con spyware - che si possono togliere ovviamente, essendo open source tutti sanno che ci sono e non li avrebbero potuti nascondere, ma sono attivati di base, probabilmente basandosi sul fatto che tutti gli utenti "punta e clikka" lasciano sempre le impostazioni di default e così vengono spiati (e i loro dati rivenduti ad Amazon) - licenza non solo di rilascio (come le GPL), ma anche d'uso (similmente alle famose EULA di Microsoft), software ad-hoc non adattabili per altre distribuzioni, ecc... Il tutto accompagnato da comportamenti anch'essi sempre più vicini alle odiate rivali, quali denunciare bloggher perchè troppo critici verso di loro sfruttando la scusante dei marchi registrati - il blog del contenzioso più famoso ha sempre usato (come tutti nel web) marchio e nome, solo che finchè era buona pubblicità gli andava bene, nel momento in cui è diventato critico: denunciato! Precedenti che non si erano mai avuti con le altre aziende intrecciate nel mondo Open, come ad esempio Red Hat. Riprendiamo ora gli aspetti meramente pratici... Ubuntu in realtà non è una sola distro, ma una famiglia di 4 sorelle, di cui una maggiore con Unity come DE e col medesimo nome, e tre "minori" il cui nome varia in base al DE che montano di default (e software correlati), che è effettivamente l'unica vera differenza tra di esse: Kubuntu (KDE), Xubuntu (Xfce), Lubuntu (LXDE). Inoltre si è creata una vera e propria sottofamiglia a causa di tutte le derivate ispirate alle *buntu; sottofamiglia da cui poi alcune hanno deciso di distaccarsi (più o meno nettamente), come ad esempio Linux Mint. Se quella delle *buntu è sicuramente una famiglia consigliabile per chi arriva da windows, a causa della facilità e dell'uso estremamente visuale, bisogna anche stare attenti che chi lo usa non le confonda troppo con l'intero panorama Linux. Perchè Ubuntu, per esempio, ha un DE che è estremamente versato agli schermi touch, cosa alquanto insensata nella maggior parte dei computer desktop; non a caso il fatto di aver adottato Unity ha generato un vero e proprio esodo degli utenti, che sono passati ad altre distribuzioni. Ma anche, più importante forse, il fatto che le *buntu sono sconsigliabili su hardware non performante, in quanto sono le distribuzioni più pesanti in assoluto (per i rispettivi DE); Kubuntu con un minimo di personalizzazioni mangia più di 1GB di RAM... all'avvio. Tutte sempre ampiamente al di sotto della voracità windowsiana, ma anche molto più esigenti di altre distribuzioni. Stessa cosa per Lubuntu, nata proprio con lo scopo di adattarsi a vecchi computer. Inizialmente scopo riuscito, non che non ci fosse altro modo (basti pensare a quanto detto su Gentoo), ma era necessaria una certa conoscenza che con Lubuntu non serviva. Ma ben presto sono nate una miriade di distro leggere ed ora Lubuntu è rimasta decisamente indietro; ora non mi sembra nè carne (=performante e rifinita), nè pesce (=leggera e poco pretenziosa). Se mi concentro sugli aspetti negativi è perche quelli positivi tutti li conoscono e, spesso, li sopravvalutano - anche perchè molti di quelli che non ne vedono gli aspetti negativi non hanno mai provato un'altra distribuzione. E perchè il consiglio più ovvio che si sente dare chi chiede "voglio passare da windows a linux, come faccio?" passa sempre per una *buntu. Mentre ad oggi vi sono moltissime alternative che hanno la stessa facilita d'uso, meno pretesa di risorse ed una comunità di utenti, sicuramente non vasta come quella di ubuntu, ma altrettanto disponibile nell'aiutare gli utenti. - Linux Mint - [*]Derivata da: Debian (Ubuntu) [*]Livello utenza: 1 [*]Anno nascita: 2006 [*]Referente: Linux Mint team [*]Sito ufficiale: http://www.linuxmint.com/ [*]DE main base: MATE, Cinnamon (KDE, Xfce) [*]Pacchetti: .deb [*]Gestore SW: Apt-get [*]Aggiornamento: when-ready (half-rolling) [*]Deriv.maggiore: Linux Mint [*]Proprietà: semplicità, eleganza, usabilità, vasto parco software [*]Ideale per: desktop casalingo e professionale [*]Sconsigliata: applicazioni fortemente tecniche Mint è sicuramente la derivata di maggior successo di Ubuntu, tanto che ha superato la maestra: è prima in tutte le colonne della classifica di Distrowatch. Significa numero di visite, non necessariamente di installazioni (ampie polemiche sono state riservate a questa interpretazione), ma se è così per tutti gli archi di tempo considerati, le due cose sono considerabili affini. Ad ogni modo, Mint nacque come una derivata stretta, ovvero un semplice "remastering" di Ubuntu in salsa più multimedia-desktop-ready e con interfaccia piu tesa all'eleganza che non all'effettistica. Col passare del tempo acquisì maggiore personalità, ed anche lei si distaccò completamente (dal punto di vista delle scelte e dell'impostazione gestionale) da ubuntu nel truce momento dell'introduzione di Unity. Il Mint team ha così sviluppato autonomamente ben due DE, MATE e Cinnamon, che ricalcano il desiderio del "vecchio Gnome" da parte dell'utenza; il primo in senso più classico-funzionale, il secondo in un'interpretazione più moderna (e un pelo più pretenziosa di risorse). Tuttavia vi sono ancora legami con l'origine, dati soprattutto dai repository (molti sono in comune) e dal mantenimento delle versioni, legati negli aggiornamenti ai diversi rilasci di Ubuntu. Ma anche da questi punti di vista le cose si stanno muovendo verso l'allontanamento: sia i repository che l'impostazione degli aggiornamenti di versione sta facendo sempre più riferimento alla Mamma Debian; è nato anche il progetto 'Linux Mint debian', una Mint totalmente basata su Debian. I rilasci di Mint sono sempre stati irregolari, in base a quando la versione finale veniva totalmente sviluppata (come Debian-stable). L'aggiornamento del software, invece, è molto più dinamico, per questo si può considerare anche parzialmente half-rolling... sempre che queste classificazioni siano importanti, a parte gli estremi (rari per ora), tutte le varie vie di mezzo sono le più comuni e poco classificabili con un semplice termine... io le ho messe a puro scopo "tabellario", per il colpo d'occhio, ma poi è tutto da verificare. Se non si hanno esigenze particolari, per esempio hardware molto datato e prestazioni limitate (diciamo CPU monocore e RAM < 2GB), consiglio questa distribuzione come trampolino di lancio verso Linux. Per uso desktop pronti-via, non ce n'è una altrettanto comoda ma al contempo stabile e versatile come distro più "serie"; alla primissima installazione tutto è già pronto, compresa riproduzione di video, musica, ecc... ecc.. (è nata per questo, per fornire a primo impatto un "windows completo") ma al contempo in un ambiente Linux abbastanza coerente; da questo punto di vista eredita da Ubuntu solo la gestione di gksudo ancora "libertina", ma è anche un aspetto che ne fa una distro indicata per il primo approccio per chi è abituato a win. Inoltre eredita anche il ben più positivo (e geniale) software center, con ampissima disponibilita di software gia pronto, con tanto di schede di presentazione, screenshot e motore di ricerca interno. - Fedora - [*]Derivata da: Red Hat [*]Livello utenza: 1 [*]Anno nascita: 2003 [*]Referente: Fedora Project [*]Sito ufficiale: https://getfedora.org/ [*]DE main base: GNOME (KDE, Xfce, LXDE) [*]Pacchetti: .rpm [*]Gestore SW: Yum [*]Aggiornamento: half-rolling [*]Deriv.maggiore: -- [*]Proprietà: usabilità, compromesso stabilità/aggiornamento [*]Ideale per: desktop casalingo e professionale [*]Sconsigliata: -- Fedora (Fedora Core inizialmente) nasce come derivata di Red Hat e si instaura questa collaborazione profiqua tra l'azienda e il progetto Open: la prima fornisce esperienza, "assistenza" nello sviluppo, eccetera, mentre la seconda si offre di fare da "trampolino di lancio" per il software, da base sperimentale e di pre-sviluppo, anche grazie alla collaborazione della Comunità che può fornire importanti indicazioni e preziosi consigli sulla base della segnalazioni degli utenti Fedora. È stata la prima (credo) distro ad introdurre il concetto di "half-rolling" (che però, come già detto, è ampiamente interpretabile); la relase vera e propria viene rilasciata "al pronto" (all'incirca una ogni 8-12 mesi), ma grazie alla flessibilità di Yum, al successivo riassetto dei repository (che tende a centrallizzarsi maggiormente, vedendo un orizzonte tipo AUR), e ad uno sviluppo precisamente pianificato... insomma l'aggiornamento del parco software e dei singoli "mattoncini" della relase e di tipo pienamente "rolling". Una metodologia molto apprezzata, non a caso poi seguita (con le solite possibili varianti) da distro di pieno successo, come appunto Ubuntu e Linux Mint. Come molte altre distribuzioni (di nuovo, ad esempio Ubuntu, ma questa volta è Fedora ad aver "imitato"), ne esistono diverse versioni funzionali: desktop, server e cloud. Ma c'e anche una peculiarità: le 'spin'. Sono delle "modding" della versione principali, studiate per fornire un ambiente già pronto-uso per chi vuole la base Fedora ma al contempo sa preventivamente quale modifica gradisc. Le principali sono le spin DE, per cui forniscono l'installazione principale ma con altri DE invece di Gnome; poi vi sono spin per la multimedialità, per i calcoli scientifici, la didattica, ecc... Anche se questo può indurre ad un "cazzeggiamento" frivolo, consente però un "controllo" centralizzato (e supportato) dal Progetto, andando a metter freno a quell'abuso di "derivazione" che ha colpito soprattutto le *buntu, provocando parossismi coe la 'Christian edition' e la 'Satanic edition', che escono come derivate quando sono semplicemente la distribuzione con temi, caratteri, sfondo ed icone dedicati; dei meri modding, appunto. Consigliabile quindi come prima distro? Direi di sì, anche se immediatamente non facile ed intuitiva come Mint; in effetti il suo "livello" è a metà strada tra 1 e 2, ma questo non è un male, anzi. Inoltre ha un ottimo supporto ed un'ampia comunità molto attenta alle eventuali problematiche. - Mandriva - [*]Derivata da: Red Hat [*]Livello utenza: 1 [*]Anno nascita: 1998 (Mandrake) - 2012 [*]Referente: -- (Mandriva SA) [*]Sito ufficiale: -- [*]DE main base: KDE [*]Pacchetti: .rpm [*]Gestore SW: urpmi [*]Aggiornamento: -- [*]Deriv.maggiore: Mageia [*]Proprietà: semplicità, appoggio software [*]Ideale per: -- [*]Sconsigliata: -- Nasce come Mandrake, derivata da RedHat e sotto gestione societaria. Col tempo acquisisce maggiore indipendenza, deve cambiare nome perchè gli autori di fumetti pare non abbiano di meglio da fare che denunciare chi usa nomi in ambiti totalmente diversi , ma poi ne viene terminato lo sviluppo. La cito per motivi storici, dato che assieme a Suse fu una delle derivate prese a riferimento come tra le più indicate per accogliere nuovi utenti nel mondo Linux. Anch'essa aveva un "centro di controllo" per la gestione del software simile a YaST, precursori del 'Software Center' ubuntiano. Dalle ceneri di Mandrake nascono due progetti per tentarne il proseguimento: Mageia e openMandriva. dato che quest'ultima ha solo da poco rilasciato la sua prima versione stabile, ed e indietro con lo sviluppo e molto poco diffusa (e discussa) per questo, parlerò di Mageia (magia, in greco)... - Mageia - [*]Derivata da: Mandriva [*]Livello utenza: 1 [*]Anno nascita: 2011 [*]Referente: Mageia team [*]Sito ufficiale: http://www.mageia.org/it/ [*]DE main base: KDE [*]Pacchetti: .rpm [*]Gestore SW: rpmdrake [*]Aggiornamento: when-ready (half-rolling) [*]Deriv.maggiore: -- [*]Proprietà: semplicità, appoggio software [*]Ideale per: desktop casalingo [*]Sconsigliata: ambito professionale Nasce come fork poco prima che termini lo sviluppo della relase principale, da un pool di sviluppatori dipendendi di una società secondaria, liquidata da Mandriva SA in difficoltà. Si cercò quindi di realizzare una distribuzione totalmente intrinseca alla Comunità Open, che non dovesse sottostare a decisioni imposte dal mercato. Uno degli scopi pratici di Mageia e quello dell'introduzione al mondo Linux di utenti nuovi. In quest'ottica sono stati introdotti diversi strumenti grafici, che forniscono veri e propri 'wizard' che guidano l'utente in varie mansioni, svolgendo quasi tutto il lavoro in automatico ma al contempo illustrando i passi che si compiono. Tentativo riuscito? Nì. Certamente questi wizard risultano utili e comprensibili, carini graficamente e di impostazione "microsoft office", per cui qualcosa a cui l'utente medio è abituato. Tuttavia questo implica almeno tre fattori: l'utente non viene invogliato a -fare- davvero le cose; l'utente, se non troppo curioso di suo, finisce per non capire mai cos'è -veramente- linux, rischiando di scambiarlo per un "windows gratis" (che è il pensiero più pericoloso, più diffuso e più difficile da debellare); se qualcosa va storto, l'utente è ancora più disorientato, per i due motivi precedenti... in sostanza, se normalmente ogni operazione che fai in Linux ti insegna qualcosa, qui all'opposto puoi eseguire anche 1000 wizard e non imparerai mai niente (o poco). È chiaro che è un po' un'estremizzazione, ma un aspetto da prendere in considerazione. Oltretutto, per fare un esempio, Mageia, pur usando Grub come la stragrande maggioranza di distribuzioni, è l'UNICA distro che abbia provato che, al momento dell'installazione, mi ha sovrascritto il boot senza riconoscere gli altri SO (nè Windows nè Linux); una brutta grana per un utente inesperto, che rischia di far vedere Linux come "quel sistema gratis che ti fa casino". A questo si somma un'integrazione di KDE in linea con le considerazioni sopra: da un lato facilitata e quindi tante cose più sottomano, dall'altro però, per far questo, "rurale" negli aspetti rimanenti, col rischio di sembrare confusionaria. Naturalmente, deve essere sempre chiaro che, parlando principalmente di estetica ed ergonomia, qua il livello di soggettività cresce al massimo. Mageia è uno di quei casi per cui, secondo me, nulla si può dire a priori: ci sarà il nuovo utente entusiasta come il nuovo utente che non capisce nemmeno come si comincia; quindi, da provare per giudicare. - Manjaro - [*]Derivata da: Arch [*]Livello utenza: 2 [*]Anno nascita: 2011 [*]Referente: Manjaro Team [*]Sito ufficiale: https://manjaro.github.io/ [*]DE main base: Xfce (KDE) [*]Pacchetti: .pkg.tar.xz [*]Gestore SW: Pacman (Yaourt) [*]Aggiornamento: Rolling [*]Deriv.maggiore: -- [*]Proprietà: usabilità, aggiornamento [*]Ideale per: desktop casalingo [*]Sconsigliata: ambiti professionali e tecnici Questa distro nasce essenzialmente dall'esigenza di semplificare Arch, con un installer di molto semplicifato rispetto all'originale (di fatto quasi identico a quello di famiglia Debian) e di avere un sistema pronto-uso per l'utente comune. Compito assolto? Sì, ma... L'intento è soddisfatto, ma gli "effetti collaterali" potrebbero non essere trascurabili. Su tutti, il fatto che l'utente che usa -solo- Manjaro non saprà mai cos'è davvero Arch: a parte pacman che hanno in comune "tal-quale", quasi tutto il resto è molto snaturato, perdendo dal punto di vista tecnico la potenza di Arch, e da quello "didattico-psicologico" l'affinità nerd-based (LOL) tipica della famiglia Slackware. Inoltre, parlando di KDE che è la versione che ho provato (lo so, non è il main), non è per niente ben integrato. Segue l'impostazione di Slackware, quindi versione praticamente base, ma Manjaro ovviamente non è Slackware, nè nell'eleganza del KISS nè negli intenti - ricordiamo che Manjaro vorrebbe essere di livello 1, per utenti poco smaliziati - finendo per disorientare i nuovi utenti e mal disporre quelli che già conoscono KDE (e la sua macchinosità iniziale). In definitiva io non la consiglierei come primissima installazione. - Chakra - [*]Derivata da: (Arch) [*]Livello utenza: 2 [*]Anno nascita: 2009 [*]Referente: Comunità Chakra (KDE Team) [*]Sito ufficiale: http://chakraos.org/ [*]DE main base: KDE [*]Pacchetti: .pkg.tar.xz [*]Gestore SW: Pacman [*]Aggiornamento: Half-rolling [*]Deriv.maggiore: -- [*]Proprietà: usabilità (mirata) [*]Ideale per: desktop casalingo [*]Sconsigliata: ambiti professionali e tecnici Nasce come derivata di Arch, ma come avrete notato dalla tabella se ne distacca a causa di una diversa gestione: è half-rolling, è finalizzata al KDE, ha dei repository propri (e organizzati in modo più tradizionale di AUR); inoltre successivamente abbandona anche il supporto all'achitettura i386, quindi è ora disponibile solo per x86_64. Ecco cosa intendo per "usabilità mirata": è una distro nata dall'idea di alcuni sviluppatori KDE (che sono ancora in parte gestori del progetto), per esigenze piuttosto precise di facile usabilità (a partire dal'installer grafico) ma anche di architettura, ambiente grafico e software. Da questo punto di vista il lavoro svolto è eccellente: ottima l'integrazione di KDE (e come detto questo è un grande pregio per una distribuzione), l'usabilità è buona (anche se magari non di "primo livello" come vorrebbe) e tutto fila. Il "ma" è che si è abbastanza ancorati ai propositi iniziali; come detto e stradetto ovviamente in Linux volendo si fa tutto, ma in questo caso si è "da soli". Inoltre il totale distacco da Arch non ne fa un "trampolino di lancio" per la derivata madre. Ok ragazzi, questa parte è stata impegnativa per le mie limitate capacità... potrebbero eserci più errori e strafalcioni del solito Ci tengono a ripetere ancora che le cose oggettive sono poche, i punti di vista sono tanti. Ho cercato di essere il più possibile obiettivo e generico, ma ovviamente non posso che basarmi sulla mia esperienza, per forza soggettiva. Questa parte è stata anche prolissa per il fatto che volevo introdurre le "famiglie" Linux e le loro filosofie/approcci. Nel prossimo capitolo vedremo, in modo un po' più rapido, le distribuzioni "minori" e soprattutto quelle che stanno rendendo appetibile Linux al grande pubblico: le "leggere", ideali per hardware datato. <<<<<<< fine seconda parte Questo messaggio è stato promosso ad articolo
  15. La vostra storia con GNU/Linux

    Apro questa discussione per cercare come prima cosa di far rinascere un po' questo forum e forse ne esiste già uno ma non me ne ricordo La domanda è semplice, come avete iniziato a usare una distribuzione? Quale? Cosa vi ha incuriosito e perché? Insomma raccontateci pure la vostra storia al fianco del pinguino
  16. Salve a tutti Apro questo topic in cui ognuno di noi può postare immagini del proprio terminale. Potete postare tutti i terminali che volete a patto però che specifichiate di quel emulatore si tratta. Per iniziare, ecco il mio roxterm in Manjaro Ascella 0.8.8:
  17. Rilasciato il nuovo Opera per Linux

    Finalmente! Dopo più di un anno e mezzo, Opera per Linux riceve un update nel canale stable. In pratica si salta dalla versione 12 alla 26, con molte ma molte novità introdotte (cambiato il web engine, interfaccia nuova, etc etc), e con una release stabile dopo che qualche mese fa ormai fu rilasciata una versione developer e una beta. Se volete provare il nuovo Opera per Linux, per curiosità o per il fatto che eravate affezionati a questo browser (come lo ero io) allora cliccate qui per scaricare il pacchetto deb. Opera 26 è disponibile in alternativa in AUR per gli utenti di Arch e distro arch-based oppure che supportano AUR.
  18. Rift's Cave - Virtual Reality - su Steam Greenlight

    Salve a tutti. Sono Andrea Marinelli,fondatore del Frost Earth Studio e sviluppatore di Rift's Cave. Ho già scritto precedentemente un articolo su questo sito riguardo Rift's Cave e la realtà virtuale,quindi ne approfitterò per rinfrescare la memoria su di esso e accennare delle novità. Rift's Cave è un gioco di avventura ed esplorazione per Oculus Rift[Visore per la Realtà Virtuale]. Vestirai i panni di un mago con potenti abilità, dovrai recuperare degli artefatti esplorando ambienti fantasy in tutta la loro epicità,dovrai difenderti dagli attacchi subdoli di antichissimi spiriti pronti a difendere ciò che è di loro diritto,dovrai risolvere puzzles e utilizzare le tue abilità per difenderti. Sarai inoltre in grado d'interagire con l'ambiente,raccogliendo documenti,aprendo porte ecc. Le novità sono tante,e molte sono le cose su cui abbiamo lavorato dall'ultimo articolo in questo sito. Abbiamo aggiunto una grafica 3D del personaggio con tanto di animazioni, abbiamo inserito nuove abilità,creato nuovi puzzles e nuove ambientazioni. Abbiamo un team di doppiatori ad hoc e delle soundtrack che aiuteranno nell'immersione del gioco. La novità più grande è relativa al nostro successo su Indiegogo,dove abbiamo raccolto 1000$ per finanziare Rift's Cave,e abbiamo così potuto iniziare una nuova campagna su Steam Greenlight,per portare il gioco su una delle piattaforme più diffuse per PC. Se volete aiutarci votando "SI" su steam greenlight potete farlo qui STEAM GREENLIGHT: http://steamcommunity.com/sharedfiles/filedetails/?id=232858480 Sul link sopra saranno inoltre presenti altre informazioni ufficiali e più dettagliate su Rift's Cave,come video,altre foto ecc. Il gioco sarà come già detto disponibile per Linux,Windows e Mac OS. Inoltre tramite un tasto su tastiera sarà possibile cambiare modalità da "oculus rift mode" a "Standard monitor mode". In questo modo anche chi non dispone di un visore virtuale potrà usufruire del gioco. Naturalmente è altamente raccomandato di giocare con il visore per avere un esperienza estremamente più immersiva ed efficace. Sottolineamo inoltre che il gioco è stato pensato e ideato per funzionare al meglio sopratutto con la realtà virtuale. Detto ciò vi lascio il link per la Fan-page di Rift's Cave,e il sito web dal quale è già possibile PRE-ORDINARE il gioco a 20$, avendo così la possibilità di giocare l'Alpha che uscirà tra pochi giorni. FACEBOOK FAN-PAGE: https://www.facebook.com/RiftsCave PRE-ORDER : http://riftscave.altervista.org/Index_RiftsCave.html Alcune foto qui di seguito (Inedite e in esclusiva per Italia Unix): Questo messaggio è stato promosso ad articolo
  19. Antenna WI.FI tp-link TL-ANT2405C

    [ RISOLTO ] Salve, ho appena acquistato la suddetta antenna per ricevere dal mio router il segnale wifi , ma sembra quasi che il pc non la vede. Il mio pc e' un ASUS con supporto per avvitare un'antenna wifi plug & play senza software di installazione. Non so come fare e/o quale pacchetto dovrei scaricare per utilizzarla. TP-LINK mod. TL-ANT2405C Ringrazio e saluto :-)
  20. Salve a tutti. A Natale ho approffitato anche io e ho scaricato gratuitamente Left 4 Dead 2 da steam e tutto è sembrato andare liscio, tuttavia se provo ad avviarlo, il gioco non parte in full screen, anzi si apre una finestra minuscola che non riesco a ingrandire in alcun modo: Da cosa può dipendere?
  21. Salve a tutti. Sul mio Manjaro Linux ho installato conky colors da AUR e quindi ho configurato conky. Il problema è che non riesco a monitorare in alcun modo la mia connessione a internet. Questo problema ce lo avevo anche prima di usare conky colors. Di seguito vi posto il mio .conkyrc il risultato è il seguente: Come vedete dice "Network Unavailable". Come posso fare per risolvere?
  22. Salve a tutti. Apro questo topic per chiedervi come fare per compilare sketch di Arduino dal terminale e quindi caricarli sullo stesso. In giro ho trovato post in cui dicono che basta digitare make per compilare il programma in altri forniscono un makefile per poterlo fare. Insomma, quello che ho trovato non è molto chiaro. Qualcuno di voi sa come si fa? O quali sono i metodi per pioterlo fare? Grazie in anticipo
  23. Lettore pdf cercasi

    Salve a tutti. Sto cercando un buon lettore PDF per il mio portatile. Cosa mi consigliate? Uso Manjaro Linux con Openbox.
  24. Installare Linux su netbook

    Possiedo un netbook HP Mini 210-1100 (processore Intel Atom con CPU da 1,66 GHz con RAM da 1 GB) con sistema operativo Windows 7 Starter su cui vorrei installare una versione di Linux. Vorrei chiedervi un consiglio: che versione mi consigliate? Vi ringrazio sin da ora per l'aiuto.
  25. _althea_

    Buongiorno, sono una ragazza di 22 anni di Padova. Mi sto iscrivendo a questo forum perché ho bisogno di alcuni consigli per avvicinarmi al mondo Linux, quindi spero perdonerete mie eventuali figuracce. Vi ringrazio sin da ora per il vostro aiuto.